Claudio ora vive qui vicino
Da qualche settimana vivo in paese, a cinque minuti da Colgrande. Ogni mattina scendo a Colgrande e ci resto otto, a volte dieci ore. Taglio rovi, sgombero, sposto pietre e lamiere, apro passaggi che nessuno attraversava da quindici anni.
Il lavoro è semplice e lento. Un metro alla volta, il Borgo torna a mostrare la sua forma: un muro che nessuno ricordava più, una soglia, l’angolo di un cortile. Non lo stiamo costruendo, lo stiamo ritrovando.

Settembre ci ha fatto un regalo: giornate di una luce rara, limpida. Da una parte la Tuscia, dall’altra l’Umbria, nitide fino all’orizzonte.
Ci sono momenti in cui mi fermo, la schiena dritta e le mani sul manico della zappa. Guardo. Sorrido. Poi riprendo.

Alle mani sono arrivati i primi calli. Anna Maria la sera me li cura, e ridiamo ancora: sono uno dei primi prodotti di Colgrande.
Abbiamo anche deciso di riattivare l’allaccio alla rete elettrica, come riserva accanto al sole, al generatore ed alla legna. Più fonti di energia possibili, meno dipendenza da ognuna: per noi la resilienza del domani conta più della purezza idealistica dell’oggi.
Il prossimo passo è la strada interna che sale al Borgo. Ve la racconteremo presto.