Cosa c’entrano i Maestri Andini con una Suora ed il progetto CànoVa?
Tre giorni con i Maestri Qeros ci hanno portato le pratiche spirituali ed energetiche andine direttamente in Tuscia — nei siti etruschi, nella terra che abitiamo. Eravamo insieme, io e Anna Maria, e qualcosa che stavamo già intuendo ha ricevuto finalmente un nome.
Nelle cerimonie, i Maestri ci hanno focalizzato sui tre poteri umani della tradizione andina:
Munay — l’amore negli atti, la qualità dell’intenzione e della presenza.
Yachay — la conoscenza profonda, il discernimento, il sapere che orienta.
Llankay — il lavoro fatto bene, il fare con le mani, il costruire concreto.
Non si sommano. Si attivano insieme. Separati, Munay diventa sentimentalismo, Yachay intellettualismo, Llankay esecuzione meccanica. Insieme, guidati dall’Ayni — la reciprocità — realizzano l’umano. Non è una filosofia astratta. È un metro di misura. Per ogni scelta, ogni cantiere, ogni relazione.
E nel mezzo di quei giorni abbiamo incontrato una suora. Non stavamo cercando un incontro del genere. È successo e basta. Quello che ci ha trasmesso — nell’aura, nelle parole, nella presenza — è difficile da descrivere senza svilire. Era Munay nel senso più pieno: amore praticato, non raccontato. Femminile superiore e realizzato.
Ci ha ricordato qualcosa che i Maestri ci stavano dicendo in un’altra lingua: il tipo di cammino non conta. Laico o religioso, tra le folle o in isolamento, andino o cristiano. La crescita umana — e perfino l’illuminazione — ti può sorprendere ad ogni curva, purché il tuo cammino sia fatto in coscienza e amore, e realmente .
Torneremo a trovarla. Non per educazione — per continuare il cammino.
Cosa c’entra con CàNoVa?
Tutto. CàNoVa non è un progetto di cohousing con una bella filosofia allegata. È un tentativo — concreto, quotidiano, imperfetto — di costruire qualcosa in cui Munay, Yachay e Llankay si attivino sempre insieme. Dove il fare nasca dall’amore e dalla conoscenza, non dalla fretta o dalla convenienza.
Questi tre giorni ci hanno dato altre prospettive per quello che stavamo già cercando di fare. E un metro più preciso per capire quando ci stiamo riuscendo — e quando no.
Claudio e Anna Maria
Colgrande, giugno 2026