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Diario di Colgrande · 30 Giu 2026

Tre Giorni di Cammino, ed un canestrello

Sono partito con un intento preciso: ricevere.

Stavo dormendo male. Troppe attività, troppi piani, troppa mente. CàNoVa rischiava di diventare un progetto ingegneristico da gestire, invece di un cammino da fare.
Tre giorni sulla Via Francigena del Sud, nel caldo torrido di giugno 2026. Con mia figlia minore Michela — al suo primo cammino. Io con una puntura di zecca infetta, l’antibiotico, un ginocchio dolorante.

Sopra i trenta gradi, il cammino è stato breve ma completo. 

Il convento L’ultima notte l’abbiamo passata in un convento francescano.

Entrando, un’osservazione semplice: la struttura assomiglia a quella del Borghetto di Colgrande. Un recinto — non muro difensivo, soglia. Un centro sacro. Intorno, gli spazi del fare comune, l’orto. Le celle private. Francesco lo sapeva. Gli Inca lo sapevano. Evidentemente è una forma che funziona.

A Colgrande il centro non sarà una chiesa. Sarà la quercia madre — un essere vivente antico che testimonia, radica, orienta. Il muretto del Borghetto non sarà solo architettura: è soglia, protezione, confine necessario tra lo spazio abitato e il bosco. La stessa struttura risponde a tre livelli insieme: simbolico, relazionale, pratico.

Il sogno L’ultimo messaggio è arrivato a tarda notte, in sogno.

Eravamo a Colgrande e ricevevamo delle persone. Quando andavano via, davamo loro un piccolo canestrello: un’albicocca, due fragole, una pesca, un vasetto di miele. Prodotti semplici. Ma la chiave era il far sentire — attraverso il sapore — quanto fossero diversi da quelli che avrebbero trovato altrove.

Quel sogno ha chiarito quello che stavo cercando di capire da mesi.

Il metro di misura CàNoVa non è una lista di attività da completare.

È un metodo per produrre frutti che hanno un sapore diverso — perché nascono dall’incontro simultaneo di amore praticato, conoscenza profonda e lavoro manuale (Munay, Yachay, Llankay). Per ora siamo piccoli, pochi. I frutti a breve non possono che essere piccoli, pochi. Ma possono contenere qualcosa che l’industria ed il capitalismo non potranno mai replicare.

Ecco qui il focus della nostra nuova roadmap: non lavori da fare, non attività progettuali da pianificare, ma frutti da produrre in modo unico, amorevole, artigianale.

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